La Chiesa Madre, come risulta da un manoscritto del Principe di Aragona, precedentemente era la Chiesa del Purgatorio, risalente al 1540. Il marchese Pietro Morso, però, la trovava troppo piccola e sguarnita e quindi decise, dietro istanza dei Gibellinesi, di far costruire una nuova chiesa a trenavate e una cappella dedicata a Gesù. Dopo il 1660, allungò la Matrice a tre navate, oltre due cappelle: una dedicata a San Giovanni e una al Patrono S. Rocco, già esistente in matrice dal 1575per volontà di alcuni cittadini, che raccolsero 8 onze e 15 tarì. Vi fece costruire il campanile e nel1704 ingrandì la campana. Le pareti e le volte erano ricche di pitture e stucchi. La chiesa fu solennemente consacrata il 24 novembre 1697. La chiesa dalle cinque navi, di metratura 32,78 x23,35, aveva i seguenti altari: il maggiore con la statua del Patrono e quello dell’Immacolata. In alto, il Padre Eterno circondato da angeli e sovrastante ad un grosso cornicione, sostenuto da due statue di gesso, rappresentanti Adamo ed Eva. A seguire, l’altare della Madonna del Lume, di S.Francesco di Paola, di S. Lucia, di S. Giovanni, di Maria SS del S. Cuore, e infine l’altare di cristallo del Sacramento, con una custodia in legno indorato. La Chiesa Madre era situata in cima alla scalinata che parte da Piazza Elimo; questa localizzazione la rendeva estremamente maestosa e degna del proprio nome.