Area Archeologica Entella

L’area archeologica di Rocca di Entella si trova nel territorio del comune di Contessa Entellina, a est del fiume Belice Sinistro, a circa 12 km di distanza da Poggioreale. La sua posizione può essere considerata strategica, essendo una fortezza naturale che domina la visuale a 360°, raggiungendo sul versante meridionale, la quota di 545 m sul livello del mare. Il territorio risulta popolato fin da Età Neolitica e ininterrottamente, fino alla Tarda Età del Bronzo. Facendo una panoramica sulla storia dell'area occidentale della Sicilia, è noto come questa sia stata influenzata dal racconto di Tucidide, che menziona la presenza di Fenici, Sicani, Greci ed Elimi, questi ultimi identificati come discendenti dei Troiani. Tuttavia, l’archeologia non conferma pienamente questa distinzione culturale, sebbene la lingua elima, attestata a Segesta, resti un elemento peculiare. Durante l'età arcaica e classica, VII-V sec. a.C., emersero grandi centri urbani, mentre tra il IV e III sec. a.C. il popolamento si intensificò con numerosi piccoli insediamenti collegati ad Entella. Dopo un periodo di crisi, durante la prima guerra punica, si registrò una ripresa nel II sec. a.C. con la romanizzazione. In età imperiale, I-III sec. d.C., gli insediamenti si concentrarono lungo le vallate fluviali, mentre la città sulla Rocca d’Entella iniziò a declinare. In età tardo antica, IV-VII sec. d.C., il territorio rimase densamente abitato, con alcuni insediamenti di nuova fondazione. Tuttavia, molti furono abbandonati nel V sec. d.C. La fase bizantina e la successiva conquista musulmana (IX sec.)resero complessa la lettura dell’assetto territoriale, ma si notò una ripresa della città sulla Rocca di Entella, con insediamenti distribuiti in modo uniforme. Tra il X e l’XI secolo, il territorio fu ripopolato, ma nel XII sec. si avvertì una lieve contrazione. La crisi definitiva arrivò nel XIII sec., quando le roccaforti della Valle del Belice diventarono centri di resistenza musulmana, fino alla distruzione di Entella e all’abbandono dell’area. Oggi, questo territorio ospita diverse specie di mammiferi e di rapaci ed è composto da rocce gessose e grandi cristalli. Alla base della rocca è presenta una grotta, di circa 700 m; per salvaguardarla è stata istituita la Riserva Naturale Integrale Grotta di Entella, gestita dal Club Alpino italiano-Sicilia, per conto della Regione Siciliana.